Andar per librerie, Essere librai

Storie di libreria: appunti di un’apprendista | Aspetti pratici del mestiere di libraio

Continua l’appuntamento con le riflessioni di Teodora Dominici, che lavora come apprendista alla libreria Sognalibro di Castel del Piano in Toscana. Stavolta la riflessione tocca gli aspetti pratici del mestiere di libraio, che hanno soprattutto a che fare con scelte che determineranno l’identità della libreria. Teodora ci racconta anche delle consegne, dei resi e altri riti importanti della gestione. Buona lettura!

thumbnail_IMG_20190529_102014La cosa che più facilmente almeno una volta nella vita è stata pensata da chiunque ami lavorare nel campo dei libri e delle presentazioni letterarie è: “Se solo avessi una libreria mia, uno spazio dove mettermi alla prova, quante cose potrei fare”.

No. O meglio, sì, le cose da poter fare sono potenzialmente infinite. Passare al lato pratico invece a volte genera quella sensazione a molti familiare del blocco da pagina bianca: cosa scelgo? Chi chiamo? Come mi comunico?

È bellissimo che insorgano queste domande, perché significa che il panorama editoriale italiano è variegato. Ci sono una quantità di stimoli diversi da cogliere, onde da cavalcare, campanellini cui prestare orecchio. Piccole case editrici di forte personalità che si può provare a far conoscere, autori che piacerebbe presentare al pubblico.

Quale pubblico? Su che pubblico può contare oggi una libreria indipendente? Anche questa è una grande domanda, a cui si può rispondere senza sbagliare troppo “dipende dalla libreria”.

In genere, quando si tratta di scendere nell’effettivo del lavoro, è meglio tenere le cose su due binari paralleli, la gestione quotidiana del negozio da una parte, l’aspetto eventi/progetti/collaborazioni dall’altra. E partire dal primo.

I libri arrivano il martedì e il venerdì. Arrivano in begli scatoloni che ingombrano il pavimento già risicato, assieme alla loro bolla di trasporto che va registrata e controllata titolo per titolo. Corrispondono? Ci sono libri prenotati da utenti? Abbiamo chiesto una copia in più del tale libro? I libri sbagliati vanno nel cassetto del reso. I libri prenotati vanno corredati di un bigliettino con nome e recapito del lettore, per poi essere ordinati in una pila in attesa che il cliente venga chiamato, o sistemati nel ripiano più alto della libreria (utilizzando la scala pirata, sì) quando la persona è stata avvisata che il suo libro la aspetta.

Un gestionale specifico per librerie aiuta nel compito di vagliare i volumi appena arrivati (e poi anche nel ricercarli, nel visualizzare giacenze e collocazione). I libri vanno sparati con la penna ottica prima di essere inseriti nel normale flusso di vendita.

Quando arrivano queste scatole è come a Natale: una curiosità infantile ti prende, taglierino in mano, mentre togli lo scotch. Questo è l’ultimo libro di…! Ecco l’introvabile richiesto da…! Uh, come è piccolo dal vivo questo qui. Sui social sembrava un librone.

thumbnail_IMG_20190627_130150Noi gente dei libri siamo subissati di fotografie, anteprime, lanci, estrapolazioni, réclame, composizioni instagram talmente rarefatte ed estetiche, da lasciarci infine del libro quest’idea come di un essere soprannaturale. Sì, il libro, un’entità che vive di vita propria, irraggiungibile, di cui altri sanno cosa dire con le giuste parole, e di cui editor, uffici stampa e bookblogger rivelano dettagli con pennellate magistrali, creando quel senso di attesa, quel desiderio di assaporare il contenuto, ma anche proprio dell’oggetto in sé.

È davvero scioccante vedere tutti questi oggettini di carta e cartone appoggiati di qua e di là, ammucchiati in pile e spostati come mattoni. Oddio. Intralciano come oggetti qualsiasi. Quelli sconosciuti poi, ti trasmettono un senso assurdo di precarietà: chi leggerà mai questo libro? Non l’ho mai visto. Che fine farà, in quale oscura maniera terminerà la sua storia? E ti viene quasi un momento di scoramento al pensare a chi quel libro l’ha scritto, a chi l’ha corretto e impaginato, a chi l’ha pubblicato e chi l’ha distribuito. Mettilo nel cassetto del reso.

Oltre al “carico fornitore” (l’arrivo delle scatole) e il “reso”, gli altri appuntamenti fissi del libraio della Libreria Sognalibro sono gli ordini dei libri (attraverso il catalogo online per la maggior parte dei titoli, o utilizzando il circuito dell’usato per i cosiddetti “introvabili”) e la fantomatica “rotazione dei libri”. Facciamo la rotazione!

Si scelgono i libri che comporranno la vetrina, si mettono fisicamente in vetrina, mentre quelli che componevano quella precedente vanno al ripiano vicino al bancone: sempre in vista, ma diciamo in seconda linea. Quelli che erano nel ripiano vicino al bancone scalano al tavolo in legno massello rosso al centro della sala, in posizione centrale, ma più interna. Questo movimento elastico costante dal fuori al dentro, dall’affaccio su strada al cuore della libreria, assicura una visibilità su turni a tutti i titoli che il libraio desidera consigliare o mettere in luce. E poi? Si ricomincia!

A cura di Teodora Dominici

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