Andar per librerie, Essere librai

Storie di libreria: appunti di un’apprendista

Vi ricordate di Teodora Dominici? Ci aveva parlato della Libreria Otherwise proprio qui. Da qualche tempo è apprendista alla Sognalibro, una deliziosa libreria indipendente nel cuore della Toscana, il che sembra già un ottimo spunto per un testo di narrativa! Ha scritto tre storie di libreria per raccontarci la sua esperienza e tanti particolari della vita di un libraio. Ecco il primo, una viva immagine del paese che ospita la libreria e una galleria di personaggi che la frequentano descritti in modo vivace. Buona lettura!

 

thumbnail_sognalibro logo«Potresti andare a comprarmi un mezzo filoncino di pane?»

Prendere lo zainetto, uscire nel corso è una volata. Pensare di ritrovarsi nel paesino del film Un’ottima annata, tra una baguette, un bistrot e un fornaio che apre le imposte, pure.

L’insegna della libreria sorride sul muro di pietra: ai lati l’inferriata è stata spalancata. Passano biciclette e signori che hanno appena acquistato il giornale.

«Ora bisognerebbe andare a far timbrare alla profumeria qui all’angolo le locandine per la presentazione, e poi rifacciamo la vetrina».

Una piccola libreria del centro storico. Così piccola che non si sa come vi abbia trovato posto persino un acquario, incassato tra le file di libri, con due carpe in miniatura che nuotano tra le ultime uscite.

Insegna giallo paglierino con una farfalla in volo, dentro il caos pittoresco che farebbe inorridire qualsiasi manager, infatti, questo non è un ufficio, non è uno store, e neanche una boutique, è una libreria indipendente che prova tutti i giorni a offrire una buona selezione di titoli, consigli e rimproveri alla stimata cittadinanza. Non hai letto questo? Ah, lei pensa di regalare a un giovane lettore indifeso il Fantalibro di Luì e Sofì? Veda se non trova qualcos’altro, chessò, un Salgari, un Mino Milani, un Dahl, una Pitzorno…! C’è anche tutto lo Strega Ragazzi, le accendo la luce.

LIB4051Qui alla Libreria Sognalibro, Piazza Madonna, Castel del Piano, Tuscany, entrano tante persone diverse. Ex professoresse, professoresse in servizio, preti spretati, acquerelliste, poeti della domenica, estimatori di marmellate, collezionatori di gialli, lettrici forti, bambini in cerca di matite-fogli-temperini-penne-salvabuchi, signori distinti e brizzolati che comprano soltanto Camilleri e Carofiglio. Entrano anche coppie di biondi, teutonici turisti dalla parlata cordiale e stentata che chissà come conoscono De Giovanni, e lo acquistano accettando in omaggio una cartina della Val d’Orcia.

C’è una scala di quelle da pirata, come una sartia che scorre lungo le pareti. Le pareti che, tra parentesi, non si vedono, perché lo spazio, che non è molto, è occupato per la maggior parte dagli scaffali, in legno, dove le costole colorate dei libri si raggruppano per argomento: novità, racconti, premi letterari, psicologia, scienza, benessere, classici, classici greci e latini, Il Sognalibro consiglia, eccetera. Non solo narrativa, ma anche poesia e saggistica, uno scaffale dedicato a libri in lingue straniere, e uno a dizionari e manuali. Poi, in cima in cima, un po’ di teatro.

Una selezione arbitraria, certo, che a volte fa pensare “Ma come sono stati scelti questi titoli?” (questo lo scopriremo prossimamente). Già, come si scelgono i titoli da esporre, quelli da evitare, quelli da ordinare in copie numerose – salvo poi renderli se si sono sbagliate previsioni – e quelli da tenere come sostrato della libreria?

Se possibile, tutto questo si complica non appena si passa dalla sala principale alla saletta “Giovani lettori”: la proposta editoriale nei confronti dei bambini e dei ragazzi si è dettagliata, ramificata, evoluta, approfondita, e questo ha portato alla produzione di una serie di oggetti di alta qualità sia a livello estetico-espressivo sia contenutistico. In un certo qual modo nello scegliere titoli per bambini e primi lettori ci si sente addosso una responsabilità tutta diversa: i libri vanno letti tutti, le illustrazioni vagliate, e nel farlo diventa fondamentale ascoltare anche la voce del cuore, quella vocina che ci fa provare affetto per un libro o ce lo fa scartare.

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Parole e colori e le storie che autori e autrici, disegnatori e disegnatrici hanno saputo interpretare avranno un ruolo importante nell’accendere in un piccolissimo fruitore quella scintilla che, se ascoltata e coltivata, potrà trasformare la persona nel soggetto in assoluto preferito da un libraio: il lettore.

 

A cura di Teodora Dominici

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