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Il libraio dalle mille idee, intervista a Patrizio Zurru

zurru

È il libraio dell’Officina dei libri di Cagliari, è tra i promotori di Letti di Notte, scrive per il blog Ho un libro in testa, e cura tanti altri progetti: Patrizio Zurru rappresenta il modo in cui il suo mestiere debba evolversi e noi lo abbiamo intervistato.

Raccontaci la tua storia di libraio.

Ho iniziato più di 25 anni fa vendendo libri remainders (libri che provengono dalle eccedenze di magazzino e dagli stock di copie invendute dagli editori, n.d.r.) nei mercatini comunali, con un amico, poi sono stato assunto dall’allora Libreria degli Editori di Cagliari, dove ho preso gusto per l’organizzazione di eventi. Una volta che è diventata Mondadori mi sono licenziato per andare a lavorare per un gruppo indipendente, e nel 2005 ho aperto la mia libreria Piazza Repubblica Libri, che ora si è trasferita e trasformata nell’Officina dei Libri.

Come hai definito la selezione di testi della libreria? Che linee guida segui?

Cerco di limitare al massimo i bestseller, facendo ricerca fra i cataloghi delle piccole e medie case editrici, e, nel caso delle majors, frugando nella backlist degli autori di grido, e dando un occhio in più agli autori italiani, ce ne sono di veramente bravi.

Di cos’hanno bisogno, secondo te, i librai italiani?

In questo momento di clienti, di persone che vogliano il contatto e il consiglio.

In che modo la tua libreria dialoga con il territorio?

Cerchiamo di lavorare con le scuole, con le varie associazioni di lettori, abbiamo anche realizzato un progetto a cui tenevo tanto, si chiama Un libro in ogni stanza, con un hotel al centro di Cagliari, dove puoi prenotare, insieme alla stanza, anche il libro che vorresti trovare sul comodino al tuo arrivo.

Ai librai di determinate città che non fanno rete tra loro, cosa diresti?

Che si può fare rete, anche e non solo con le librerie della propria città, ma con quelle vicine. Con alcuni librai italiani abbiamo realizzato Librai Intercity, una formula che prevede che il libraio o la libraia, siano ospiti uno o due giorni dal collega e lavorino gomito a gomito. È un format che permette di dialogare, scambiarsi gusti, consigli e anche contatti di autori.

Come sei riuscito a dialogare con le librerie di tutta Europa in occasione di Letti di Notte?

Con quella cosa che si chiama telefono. Non è sufficiente mandare mail informative, certi progetti bisogna spiegarli e condividerli a voce. Dalla voce di un collega capisci quanto possa essere interessato al progetto, e poi le relazioni umane sono sempre le migliori.

L’idea di un libraio che valuti manoscritti e faccia scouting è molto bella, parlaci di Stradescritte.

È una cosa che già facevo prima, in amicizia con scrittori e editori, poi è nata la prima agenzia letteraria in Sardegna, dove son rimasto fino a due anni fa e ora questa nuova avventura http://www.stradescritte.it, dove un editore, uno scrittore, un giornalista e un libraio uniscono le forze per capire cosa si può trovare di interessante per il nuovo panorama editoriale.

Il progetto Matti da raccontare mette in pratica un noto espediente letterario, prendere le mosse dalla realtà e dal materiale che offre e raccontarlo per iscritto. Ce ne parli?

Parteciperemo a un progetto legato alla valorizzazione dell’ex manicomio Rizzeddu di Sassari. Saranno raccontate, attraverso la lettura delle cartelle, dei dati anamnestici e delle lettere, quindici storie di “matti” segregati agli inizi del Novecento nel manicomio sassarese. Il lavoro diverrà un libro di racconti e di storia. I nostri scrittori saranno impegnati per un progetto significativo: restituire un pezzo di memoria alla città. I proventi del libro, infatti, saranno interamente devoluti all’associazione che si occupa del Museo Rizzeddu.

Consiglia una raccolta di racconti a chi non ne ha mai letti.

Più di uno, da BookJockey sono solito dare più indicazioni contemporaneamente. Uno è Trema la terra dell’editore che ora ha Paolo Zardi nella sporca dozzina del premio Strega, Neo Edizioni. Poi mi è piaciuto molto Siria. Scatti e parole, che ci è servito per realizzare un progetto con i docenti e i ragazzi dell’ Istituto Giua di Cagliari. Una buona idea far partire ogni racconto dalle suggestioni generate dalla visione di scatti fotografici.

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5 thoughts on “Il libraio dalle mille idee, intervista a Patrizio Zurru”

    1. Grazie per aver ribloggato! Sì, devo dire che in quest’intervista è riuscito a definire perfettamente questioni molto importanti, inerenti al suo mestiere e al suo mestiere in un determinato contesto. Lo stimiamo moltissimo.

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