Come la pandemia ha cambiato le librerie - le iniziative
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Come la pandemia ha cambiato le librerie: le iniziative in tutto il mondo

E-commerce, consegna a domicilio, appelli contro Amazon, chiusure e proteste: ecco in che modo il coronavirus ha influito sulle librerie del mondo e sull’editoria.

In Cina food delivery al servizio dei libri

In seguito alla diffusione del contagio e al lockdown, le librerie cinesi si sono affidate ai social e alla vendita online, promuovendo il proprio servizio anche su piattaforme di videosharing e al food delivery; Meituan Dianping, app di consegna a domicilio dedicata al food, ha lanciato a marzo l’iniziativa a supporto delle librerie, che hanno così potuto raggiungere i lettori gratuitamente in un momento in cui l’80% degli esercizi era chiuso al pubblico.

Libri da Asporto, Bookdealer e altre iniziative in Italia

Anche nel nostro paese il lockdown ha visto la chiusura delle librerie, che in moltissime hanno spostato i loro canali di vendita su piattaforme online o hanno dato vita alla consegna a domicilio in bicicletta, come Mattia Garavaglia della Libreria del Golem a Torino, o Giancarlo Di Maio della Libreria Dante & Descartes a Napoli, dove il Corriere ha già segnalato una propensione dei lettori all’acquisto di libri online.

Tra le iniziative nate durante la quarantena c’è Libri da Asporto, che ha riunito gli editori per sostenere i costi di spedizione dei libri e ha permesso a molte librerie di continuare la loro attività; oggi Libri da Asporto è una realtà già molto solida, che conta 264 librerie e 193 editori che hanno aderito, Enrico Quaglia ci ha raccontato come è nata l’iniziativa.

L’altra realtà pensata durante il lockdown e lanciata a settembre è Bookdealer, simile all’e-commerce americano Bookshop.org, ma diversa perché ai librai non va solo una percentuale del prezzo di copertina ma il 100%del suo valore, come spiega Leonardo Taiuti nell’intervista che ci ha rilasciato di recente.

Di fatto è l’unica realtà che parte dal presupposto che la competenza dei librai vada ripagata, seppure con un piccolo costo aggiuntivo.

Bandi e cooperazione tra biblioteche e librerie

In 32 comuni a nord di Milano, il Culture Socialità Biblioteche Network Operativo ha promosso una cooperazione virtuosa: grazie ai fondi del decreto ministeriale di giugno, CSBNO ha colto l’opportunità per rafforzare la collaborazione reciproca fra 26 librerie e 30 biblioteche: le librerie diventano punti di ritiro di libri in prestito e le biblioteche promuovono le iniziative delle librerie, migliorando in questo modo la presenza sul territorio.

Tra le iniziative nate a supporto delle librerie c’è anche l’estensione del bando Librarti indetto dal III Municipio di Roma alle librerie indipendenti, che beneficeranno di aiuti economici volti all’organizzazione di iniziative fino alla fine dell’anno.

Alla luce del Dpcm del 3 novembre, le librerie potranno restare aperte, anche quelle nelle zone rosse; alcuni editori tra cui e/o, Laterza e Mauri Spagnol avevo lanciato un appello affinché il governo si risolvesse proprio in questa direzione.

Bookshop, l’e-commerce americano delle librerie indie

«Jeff Bezos è diventato più volte un miliardario durante questa pandemia […], – avverte Jonny Diamond su Lit Hub –, non dargli più dei tuoi soldi. Per favore, se hai un budget qualsiasi per lo shopping natalizio, prenditi un momento per capire se le librerie locali accettano ordini e inizia a spendere i tuoi soldi ora in regali per libri. Le librerie indipendenti fanno assolutamente affidamento sulle prossime sei settimane di vendite per arrivare alla primavera, quindi se non investiamo in loro ora, potremmo davvero perderle questa volta» e segnala poi l’appello del giornalista Dan Rather dello stesso tenore.

New York Public Library, foto di Vinicius Amano

A supporto delle librerie indipendenti, in America questa pandemia ha portato Bookshop, l’e-commerce fondato da Andy Hunter (co-fondatore e editore di Literary Hub) che destina una parte del ricavato del libro a un bacino di cui beneficiano ogni sei mesi 900 librerie; se l’utente sceglie di comprare in una specifica libreria, al libraio in questione va il 30% del prezzo di copertina, in ogni caso è possibile acquistare con piccoli sconti e ricevere i libri in due o tre giorni.

Già all’inizio dell’estate Bookshop ha realizzato vendite per 1 milione di dollari al giorno, e sul sito è presente un contatore che segnala l’entità del fondo a favore delle librerie, un fondo di oltre 7 milioni di dollari.

Il mese scorso Publishers Weekly segnalava un aumento delle vendite del 6,4% nei primi nove mesi del 2020.

Pacchetti di libri personalizzati dalla New York Public Library

Da pochi giorni è possibile ricevere pacchetti di libri personalizzati pensati dai bibliotecari della biblioteca pubblica di New York: si chiama Shelf Help ed è l’iniziativa con cui i bibliotecari, con la loro profonda esperienza, intendono assicurare la loro vicinanza ai lettori. La Biblioteca, con le sue 92 sedi, si sostiene grazie a finanziamenti pubblici e privati.

Bookshop sbarca nel Regno Unito

Lanciato da pochi giorni con 130 librerie aderenti, nei progetti del team sarebbe dovuto arrivare l’anno prossimo e invece, data la crescita esponenziale del progetto, è già online in tempo per coprire il periodo natalizio e dare respiro alle librerie locali. Una delle caratteristiche comuni a questi nuovi e-commerce del libro è che, anziché da algoritmi, i suggerimenti sono creati da chi ha realmente un importante know how in fatto di libri.

La fila fuori da una libreria francese, foto di Stephen Carriere

La sindaca di Parigi: «Non comprate libri su Amazon»

Dopo l’annuncio del lockdown, abbiamo assistito a lunghe file davanti alle librerie, le stesse che qui in Italia a marzo si potevano scorgere alle porte dei supermercati; anche in Francia, come in Italia, si è animato il dibattito in merito alla questione: i libri sono beni essenziali come il cibo o i medicinali? No.

Nonostante ciò la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, si è espressa con chiarezza: «Non comprate su Amazon, è la morte delle nostre librerie e della nostra vita di quartiere».

L’iniziativa della Shakespeare and Company di Parigi

Dato il calo di vendite dell’80%, la storica libreria luogo di incontro per autori come William Burroughs, Anaïs Nin e Julio Cortázar, ha lanciato un appello ai lettori, venendo così sommersa di ordini. Ad oggi per i parigini c’è il Click and collect, il sistema di vendita di libri da scegliere online e ritirare in negozio.

In Belgio i libri sono beni essenziali

Il governo belga ha disposto che le librerie rimanessero aperte durante il lockdown, considerando quindi i libri fondamentali per affrontare questo momento, decisione che ha generato polemiche in Francia, dove come abbiamo visto è andata diversamente.

Non solo covid: il movimento Black Lives Matter incide sulle vendite di autori neri

Lo segnala la CNN in un’intervista ai librai della MahoganyBooks di Washington, una libreria specializzata in testi di autori neri spesso molto difficili da trovare: la famiglia di origine giamaicana che gestisce la libreria racconta che le vendite di questo tipo di volumi sono state costanti per molti anni, ma che in concomitanza con la morte di George Floyd e l’esplosione della protesta le vendite sono passate da 10 libri al mese a 10 al giorno, trend che ha trovato conferma nelle classifiche dei libri più venduti del periodo, nelle quali i primi 10 erano tutti di autori neri.

A cura di Lorena Bruno
Foto in evidenza di Ksenia Chernaya

3 pensieri su “Come la pandemia ha cambiato le librerie: le iniziative in tutto il mondo”

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